Pubblicato da: abcbologna | luglio 28, 2015

Bene Merola, ma l’acqua deve rimanere pubblica anche per “dar da bere agli assetati”

Il comitato Acqua Bene Comune ha già espresso il proprio apprezzamento verso la decisione del sindaco Merola di riallacciare l’acqua alle occupazioni di via De Maria e Via Fioravanti. Lo abbiamo fatto in forza delle ragioni che abbiamo ribadito nell’esposto verso lo stesso Merola, anche in qualità di presidente ATESIR, presentato il 10 Novembre dell’anno scorso sulle scuole occupate ex Scuole Ferrari. In quell’esposto denunciavamo il “rifiuto d’atti d’ufficio” per aver staccato l’acqua a 60 persone nonostante la legge regionale 23/2011 approvata il 23 dicembre 2011 dichiari: “la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile devono essere garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona”.

Ma se da una parte ci sembra positivo che la politica riconosca finalmente le proprie responsabilità e si appelli agli stessi principi, dall’altra continuiamo a chiedere all’amministrazione cittadina come potrà assicurare che il servizio idrico rimanga pubblico e ancorato alle stesse finalità dopo aver approvato le modifiche dello statuto del patto di sindacato di Hera che per il futuro le permetteranno di scendere sotto il 51%. Come potranno i cittadini chiamare ancora “acqua del sindaco” una gestione dentro una società per azioni che già nelle condizioni attuali assicura lauti dividendi ai soci pubblici e privati pagati con aumenti di bollette ingiustificati a fronte di una diminuizione degli investimenti per migliorare il servizio. Quale idea di democrazia potranno riconoscere nelle decisioni di una politica che fino ad oggi ha colpevolmente disatteso il referendum di quattro anni fa votato da 479.947 cittadine e cittadini nella provincia di Bologna e che per questo è si espone all’accusa di strumentalizzazione per finalità elettorale. Il comitato Acqua Bene Comune continuerà a chiedere la piena applicazione del referendum e quindi la gestione pubblica dei servizi idrici integrati e vigilerà, insieme alle cittadine ed ai cittadini, perché le scelte delle istituzioni siano conseguenti a questo pronunciamento. Perché l’acqua è un diritto umano e deve rimanere pubblica anche per “dar da bere aglli assetati”

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