Pubblicato da: abcbologna | aprile 23, 2015

28 Aprile: La privatizzazione fa acqua da tutte le parti

La privatizzazione fa acqua da tutte le parti

Il Comitato Acqua Bene Comune partecipa ed invita a partecipare alla manifestazione indetta dalla RSU Cgil.

La privatizzazione fa acqua da tutte le parti
28 Aprile scendiamo in piazza

La manifestazione avrà luogo a partire dalle ore 8.00 davanti alla sede centrale di Hera in viale Berti Pichat a Bologna.

Durante la manifestazione si terrà un’assemblea pubblica aperta a cittadini e lavoratori.

Concluderà la segretaria generale nazionale della CGIL
Susanna Camusso.

Per favorire la partecipazione la CGIL metterà a disposizione autobus dai vari territori della regione e dalla sede bolognese di Hera del Frullo.

Per prenotazioni contattare le RSU, le categorie o le Camere del Lavoro territoriali.


La difesa del 51% non significa né la difesa della società per come ha operato sino ad oggi, né il mantenimento dello status quo, ma il rilancio della Governance pubblica per garantire il buon lavoro, lo sviluppo del territorio e l’innovazione dei cicli integrati.

La difesa del 51% non significa né la difesa della società per come ha operato sino ad oggi, né il mantenimento dello status quo, ma il rilancio della Governance pubblica per garantire il buon lavoro, lo sviluppo del territorio e l’innovazione dei cicli integrati.

Ai lavoratori e lavoratrici Hera. Il 28 Aprile io sciopero perché
Aumenterà la contraddizione tra interesse pubblico e
profitto. La Direzione, pressata dai soci privati e dalla priorità di aumentare i profitti, tenderà a ridurre i costi con conseguente possibilità di tagli del personale. Gli investimenti si ridurranno ulteriormente (in 10 anni di Hera sono crollati dal 16% al 6% sul fatturato)
Tramite le esternalizzazioni peggioreranno le condizioni di tutti i lavoratori, compresi quelli dei settori in appalto, aumentando la disparità nei trattamenti economici e nei diritti.
In nome dell’efficientamento si potrebbero prospettare trasferimenti non volontari del personale e chiusure di sedi in tutti i settori da quello operativo, al commerciale fino a quello amministrativo.
Viene violato l’impegno contenuto nel protocollo d’intesa del 28 Febbraio 2013, sottoscritto dagli Enti Locali pubblici proprietari di HERA e CGIL, CISL e UIL, che sanciva l’impegno al mantenimento di almeno il 51% della maggioranza azionaria pubblica.

Ai cittadini io manifesto perché
Prevarrà la speculazione finanziaria del “mercato”su beni pubblici come l’acqua e il ciclo dei rifiuti con conseguente possibilità di aumenti delle tariffe per garantire ampi profitti ai soggetti privati. Aumenterà l’indebitamento (già oggi superiore al capitale sociale) che supererà il limite di guardia pari a tre volte il margine operativo lordo di Hera.
Nelle gare per la gestione del gas, dei cicli dell’acqua e dei rifiuti potrebbero essere esternalizzate attività lavorative attraverso società di scopo miste private con un abuso del lavoro in appalto e in subappalto.
Peggiorerà la qualità dei servizi, diminuirà il legame con il territorio e in caso di emergenza sarà più difficile intervenire tempestivamente, in particolare nei comuni più lontani dalle sedi operative di partenza.
Verrà ceduto un “gioiello di famiglia” del patrimonio pubblico della nostra comunità a gruppi finanziari internazionali. Si farà cassa nel breve periodo, senza pensare alle future generazioni perché diminuiranno i dividendi che i comuni usano per le spese correnti (attività sociali, scuola, ecc.)

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