Pubblicato da: abcbologna | novembre 5, 2014

Intervento di Andrea Caselli all’iniziativa de “L’altra Emilia Romagna”

Intervento di Andrea Caselli all'iniziativa de “L'altra Emilia Romagna”Grazie per l’invito, ai Comitati Acqua Bene Comune della regione Emilia Romagna.

Diritto all’acqua, diritto al lavoro,  diritto alla terra ed al cibo, diritto alla casa.
Pace e tutela dell’ambiente.

Diritto ad organizzarsi per lottare ed affermare nel concreto questi diritti.

Questi, da Genova al Referendum sono i punti della nostra agenda, oggi è anche l’agenda tracciata dal Papa nell’incontro coi movimenti popolari, pur nell’oscuramento mediatico.

Oggi questi problemi incrociano crisi epocali e planetarie riguardano noi e tutti.
L’appropriazione privata sottrae  a milioni di persone il diritto all’accesso dell’acqua .
Per il controllo dell’acqua si combattono guerre, ora, in tutti i continenti!

La crisi ecologica ed ambientale,  il sovrasfruttamento delle risorse naturali per il profitto, rende critico l’approvvigionamento idrico e la disponibilità di derrate alimentari.

Una miope logica di mercato tesa al profitto privato, asseta ed affama grande parte della popolazione mondiale.

La convergenza fra cambiamento climatico e  uso sconsiderato del territorio che si chiama cementificazione, la violenza perpetrata sui corsi d’acqua, nella infondata illusione di controllarli senza rispettarne forma e necessità naturali, minaccia quotidianamente le attività umane, produce danni incalcolabili e mette in pericolo di vita le persone, come ci dice la cronaca di questi anni e di questi giorni, anche nella nostra regione.

In nome della competizione e del mercato, peraltro in crisi a causa della sovrapproduzione, si distruggono i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici: precarizzazione, disoccupazione giovanile e non, negazione dei diritti, compreso a quello di organizzarsi attraverso la rappresentanza sindacale. Nella crisi economica si distrugge lavoro e si distruggono potenzialità ed intelligenza, collettive ed individuali.
Gli investimenti pubblici, anche quelli sulla rete idrica e la depurazione dell’acqua vengono tagliati e si investe danaro pubblico per le privatizzazioni.

Anche nel nostro paese Renzi corre a perdifiato per realizzare contro il lavoro il Jobs Act, la deregolamentazione delle normative per la tutela ambientale nello Sblocca Italia, il rilancio delle privatizzazioni e il taglio delle risorse agli Enti Locali nella Legge di stabilità.
Si modifica la Costituzione per ratificare la chiusura degli spazi democratici.
Si tace sul TTIP, che minaccia tutta la legislazione e le regole di salute e sicurezza dei lavoratori, le regole ambientali, di tutela dei consumatori, di gestione pubblica dei servizi :  acqua, trasporti, sanità e scuola .

Tutto ciò avviene contro i  27 milioni di cittadini  che hanno votato SI’ ai referendum sull’acqua  in ITALIA
Contro i  110.000 cittadine  e cittadine che hanno firmato per i referendum sull’acqua e gli oltre 2 milioni di votanti in  Emilia Romagna.

Le bollette dell’acqua aumentano a due cifre l’anno solo per garantire il profitto e i dividendi agli azionisti,  senza un € di investimenti in più.

La legge di Stabilità individua nelle grandi multiutility i veicoli della Privatizzazione: HERA ed IREN nella nostra regione.
Si strozzano gli Enti Locali, per costringerli a svendere e privatizzare, gli si permette di utilizzare i proventi delle privatizzazioni fuori dal patto di stabilità.
500 milioni della CDP, danaro pubblico derivante dal risparmio postale dei cittadini,viene usato per finanziare questo processo.
Mentre i comuni del Reggiano e tutti quelli che intendono rispettare il referendum, vengono minacciati sul piano delle risorse necessarie per ripubblicizzare il servizio idrico, si regalano risorse pubbliche ai privatizzatori.
Per questo chiediamo ai candidati alla presidenza della regione di tornare al pronunciamento democratico del referendum, a rispettare quel voto.
E chiediamo un loro impegno per la ripubblicizzazione del servizio idrico, per una sua gestione partecipata dagli utenti e dai lavoratori del servizio, per lo scorporo del ramo idrico e dei rifiuti da HERA ed IREN, per fare gli investimenti necessari .
La difesa e l’attuazione di questo principio oggi è negata nei fatti nella nostra regione per la sciagurata decisione della politica di questa regione di quotare in borsa le ex-municipalizzate,.
Trasformando queste aziende in agglomerati finanziari, distanti dalle esigenze del territorio e degli utenti.

Tagliare i profitti dalle bollette, garantire a tutti gli abitanti il diritto ad accedere all’acqua, riformare la politica e le amministrazioni locali per farne davvero lo strumento pubblico di tutela dei beni comuni e del territorio.
Questo chiediamo a chi si candida a governare questa regione.

Il primo appuntamento per rinnovare il grande fronte unitario del referendum, ricostruirlo dal basso, è la manifestazione presidio davanti ad HERA nel pomeriggio di sabato 15 novembre, per opporci alle misure del Governo Renzi e fare crescere una mobilitazione vincente come nell’ autunno 2009 contro il decreto Ronchi .

Evo Morales, è il presidente della Bolivia, al potere attraverso il pronunciamento democratico, avvenuto sull’onda della rivolta popolare contro lo sfruttamento del Paese da parte delle multinazionali dell’acqua e dal dominio della finanza internazionale.

Alcuni giorni fa,  nell’incontro coi movimenti italiani ha richiamato alla necessità di processi di unità fra i movimenti, questo dobbiamo fare, unità dei movimenti per realizzare l’obiettivo della ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici, dei diritti del lavoro, per uscire dalla crisi rilanciando gli investimenti pubblici sul territorio. Unità, Unità, Unità.

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