Pubblicato da: abcbologna | luglio 14, 2014

No alla vendita delle azioni Hera. Merola guardi all’esperienza di Napoli anche per il servizio idrico integrato

Merola in piazza Nettuno il giorno della vittoria del referendum

Merola in piazza Nettuno il giorno della vittoria del referendum

Il comitato Acqua Bene Comune di Bologna e provincia esprime la propria preoccupazione per vendita delle azioni libere di Hera
Caselli: “Merola guardi a Napoli anche per la gestione pubblica del servizio idrico. A settembre discussione in città sui beni comuni”

“La delibera che il consiglio comunale potrebbe approvare oggi – ha dichiarato Andrea Caselli, del comitato Acqua Bene Comune di Bologna e provincia – va nella direzione della privatizzazione strisciante di Hera. Una privatizzazione imposta dal ricatto dei vincoli di bilancio che anche il governo Renzi sta confermando verso gli enti locali. Vincoli imposti dall’Europa che questo governo vorrebbe alleggerire solo verso quegli enti che avvieranno processi di privatizzazione”

“Ha un bel dire, Merola – continua ancora Caselli – che Hera rimarrà pubblica quando tutte le ultime assemblee dei soci hanno evidenziato diversi malumori verso un’azienda più orientate alle performance finanziarie che ad una corretta gestione dei servizi pubblici locali. Un problema, che lo stesso Merola conosce bene in quanto presidente Atesir, e che porta gli enti locali in regione a liberarsi di azioni di Hera per fare cassa dopo averne constatato la scarsa possibilità di condizionarne la gestione. E mentre le contraddizioni aumentano nel patto di sindacato dei soci pubblici, ai cittadini rimangono solo gli aumenti in bolletta”

“La verità – continua ancora Caselli – è che all’amministrazione di Bologna manca un’idea di contrasto delle politiche di strangolamento finanziario delle amministrazioni locali e di gestione pubblica dei servizi idrici. Gli unici interventi del comune di Bologna su questo tema sono stati la fusione Hera-AceGas ed ora per la vendita di azioni in suo possesso. Ovvero iniziative in netto contrasto con la volontà popolare espressa anche nei nostri territori con il referendum di tre anni fa”

“A Merola, che in questi giorni ha detto di volersi ispirare al sindaco De Magistris – conclude Caselli – consigliamo di guardare all’esperienza di Napoli anche per quanto riguarda l’azienda speciale nella gestione del servizio idrico integrato che ha ripubblicizzato la gestione precedente ed ha permesso la partecipazione di cittadini e lavoratori a servizi essenziali per la cittadinanza”

Il Comitato nel ribadire la sua netta contrarietà alla delibera, auspica un suo rinvio e l’avvio nelle sedi opportune del comune di Bologna di una discussione pubblica sul ruolo degli enti locali nelle società partecipate che gestiscono i beni comuni.

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