Pubblicato da: marcotrotta | gennaio 25, 2013

Presidio ATESIR: “Merola deve pronunciarsi contro la delibera AEEG che cancella il referendum”

Bologna, 25 gennaio 2013
Comunicato Stampa

Questa mattina si è tenuta l’iniziativa di presidio dei comitati acqua bene comune di Bologna e dell’Emilia Romagna alla sede di ATERSIR ER e successivamente davanti alla RAI di Bologna.
Decine di cittadini, associazioni come Legambiente e WWF, centri sociali, comitati territoriali acqua bene comune, partiti,  hanno partecipato, portando la protesta contro il nuovo sistema tariffario per il servizio idrico deliberato da AEEG.
La mattinata, sotto il buon auspicio di una bella giornata di sole, era iniziata, purtroppo con la presenza di un blindato dei carabinieri e lo schieramento di decine di uomini dell’arma, segnale negativo che mostra una crescente militarizzazione delle manifestazioni sociali mai visto in passato per le iniziative del movimento dell’acqua, se si eccettua il precedente dell’autunno scorso in occasione del dibattito in consiglio comunale a Bologna sulla fusione HERA/ACEGAS.
Poi i partecipanti al presidio, si sono trasferiti nella sede di ATERSIR, superando (diplomaticamente, ma con grande determinazione) il blocco dei carabinieri.
Lì si è tenuta una sorta di assemblea con il Direttore di ATERSIR, ed i dipendenti dell’ Agenzia Regionale, dove sono state esposte sia la contrarietà dei comitati alla delibera tariffaria di AEEG, sia la richiesta che il Consiglio di Ambito ed il suo Presidente Virginio Merola ne chiedano il ritiro.
I Comitati acqua bene comune hanno richiesto un incontro urgente al Consiglio d’Ambito ai massimi livelli, per discutere sia delle tariffe idriche, che degli affidamenti, visto l’inizio del processo di ripubblicizzazione a Reggio Emilia ed a Piacenza. Abbiamo posto quindi concretamente che venga messo all’ordine del giorno dell’ Agenzia il sostegno ai processi di ripubblicizzazione.
Poi i partecipanti all’iniziativa si sono trasferiti davanti alla sede RAI rivendicando una corretta informazione sul tentativo di cancellazione del referendum e sui temi dell’acqua pubblica.

Continua così la battaglia per la democrazia dei beni comuni e per l’affermazione del diritto all’acqua e del rispetto dell’esito referendario.
Perché si scrive acqua , ma si legge democrazia.

Comitato Acqua Bene Comune Bologna
Coord. Comitati per l’acqua bene comune Emilia-Romagna

L’AEEG, CON LA NUOVA TARIFFA,
CANCELLA IL RISULTATO REFERENDARIO SULL’ACQUA
RISPETTARE LA DEMOCRAZIA
ACQUA FUORI DAL MERCATO

Dal comunicato del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua
“L’ Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato sancendo, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011, con cui 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell’acqua che fosse pubblica e fuori dalle logiche di mercato.
Già il Governo Berlusconi, solo due mesi dopo i referendum, aveva varato un decreto che, reintroducendo sostanzialmente la stessa norma abrogata, avrebbe portato alla privatizzazzione dei servizi pubblici locali.
Tale decreto è stato poi dichiarato incostituzionale.
In egual modo l’Autorità vara una tariffa che nega, nello specifico, il secondo referendum sulla remunerazione del capitale e lascia che si possano fare profitti sull’acqua, cambiando semplicemente la denominazione in “costo della risorsa finanziaria”, ma non la sostanza: profitti garantiti in bolletta.
Ma fa anche di peggio.
Infatti, il nuovo metodo tariffario, metterà a rischio gli investimenti per la gestione del servizio idrico integrato più di quanto già non accada attualmente. Ciò avverrà perché in un sistema che si basa sul ricorso al mercato creditizio, se si allunga il periodo di ammortamento dei cespiti si ha una conseguente riduzione delle aliquote annue con un impatto negativo sui flussi di cassa, creando, così, un rischio elevato nel reperimento delle risorse finanziarie.
Ciò è particolarmente grave visto che il servizio idrico integrato abbisogna di ingenti investimenti nei prossimi anni (alcune stime parlano di circa 2 miliardi di € l’anno per i prossimi 20/30 anni).
L’Autorità, in un contesto dove il Governo tecnico di Monti ha rafforzato un’ impostazione neoliberista e di privatizzazione dei beni comuni, che conferma e ripropone nella sua agenda per il prossimo governo, si nasconde dietro una deliberazione amministrativa per affermare una ricetta politica che vuole speculare sui servizi pubblici essenziali, a partire dall’acqua.
Dietro le manovre tecniche si afferma, inoltre, una sospensione democratica gravissima a danno di tutti noi.
Per questo vogliamo che il nuovo metodo tariffario venga ritirato e chiediamo le dimissioni dei membri dell’Autorità. E, chiaramente, non ci fermeremo ad elemosinare concessioni ma ci batteremo finchè questo non avverrà e venga ristabilità la volontà popolare.

DAL DECRETO DI FERRAGOSTO ALLA TARIFFA DI CAPODANNO
Ovvero come uccidere la Democrazia durante le vacanze
PERCHE’ SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA,
E VOGLIAMO RIPUBBLICIZZARE ENTRAMBE!”

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