Pubblicato da: marcotrotta | ottobre 3, 2012

Il comitato Acqua Bene Comune risponde ad HERA in merito alla memoria presentata sulla fusione HERA ACEGAS

Il metodo scelto è rispondere punto per punto (paragrafo per paragrafo) le obiezioni di HERA.

  1. per la prima volta anche se in modo anonimo, HERA risponde (bontà sua ) alle obiezioni mosse dal Comitato. Segno di nervosismo. In realtà il percorso è a-democratico in quanto non c’è stato un vero dibattito pubblico se non quello aperto dai comitati. Vale la logica dei consigli di amministrazione che soverchia le istituzioni democraticamente elette. Viene sovvertito il principio “una testa un voto, in quanto il peso di ogni comune è in relazione alle quote azionarie e non al numero di cittadini rappresentati. Inoltre i consiglieri comunali, al netto della nostra iniziativa non sapevano nulla e avrebbero solo ratificato le decisioni del CDA di HERA.
  2. Lungi da noi mitizzare le ex municipalizzate, che avevano un limite formidabile nell’assenza di modelli partecipativi per utenti e lavoratori, e limiti rappresentati da scelte tecnologiche ed industriali figlie di un periodo nel quale si pensava ad una inesauribilità delle risorse. Ma al netto di questi elementi esse rappresentavano e hanno determinato l’essenza della infrastruttura idrica del nostro territorio e tutte le opere fondamentali, i dati positivi del servizio oggi sbandierati dall’azienda li si può fare risalire a quel periodo. Gli investimenti fatti costano nelle bollette (dati 2012 a bologna) 62,754 milioni di € (ammortamenti+remunerazione del capitale+canoni e mutui) a fronte di 135,135 milioni di € da tariffa complessiva questo significa che per garantire 26,500 milioni di investimenti nel 2012 il cittadino bolognese deve pagare in bolletta appunto oltre 62 milioni di € al “sistema HERA” una vera follia, se pagassimo anche tutti gli investimenti direttamente in bolletta potremmo raddoppiare gli investimenti e fare calare le bollette . Pazzesco.
  3. Il tasso di raccolta differenziata si è mantenuto costantemente al di sotto degli obiettivi europei e nazionali, HERA ha costantemente fatto resistenza all’introduzione del porta a porta, e quando è stata costretta a farlo, invece di determinare un abbassamento dei costi, a fatto pagare ai comuni ed agli utenti fior di quattrini( è noto, vedi esperienza GEOVEST che sostituire la raccolta a cassonetto con il porta a porta incrementa il costo di raccolta, ma abbatte il costo di smaltimento e valorizza i materiali ceduti ai consorzi determinando saldi positivi sui costi)
  4. Si continua a spacciare come energia rinnovabile quella prodotta dagli inceneritori, sapendo di dire il falso, cosa c’è di rinnovabile nel bruciare rifiuti? Mega investimenti che avrebbero potuto essere meglio utilizzati in politiche di riduzione dei rifiuti e nella differenziazione, e si sa che esistono dubbi colossali sull’impatto sanitario delle emissioni.
  5. Le perdite idriche in rete sono del 25% ma negli ultimi 10 anni non c’è stato alcun miglioramento significativo, tanto che negli ultimi 5 anni di convenzione HERA a Bologna ha mancato totalmente l’accordo di diminuire le perdite del 5% , la riduzione è stata di circa 0,3 % ed HERA ha dovuto pagare 2milioni e mezzo di penale.
  6. La chiusura di sedi operative e di sportelli sul territorio causa un degrado complessivo della qualità del servizio che prima vedeva professionalità diffuse ed integrate fra commerciali e tecniche, sostituendoli con call center che al di là della buona volontà degli operatori rendono il servizio meno radicato sul territorio.
  7. Sui costi, basta osservare quello che è successo a Bologna nel 2012, la convenzione in essere sul servizio idrico prevedeva costi per 62,123 milioni di €, la revisione con la nuova convenzione per il 2012 li ha portati a 72,381. Ancora nessuno ci ha motivato nel dettaglio questo aumento di oltre l’11% pari a 7,258milioni di €
  8. Su questo punto abbiamo già detto, va puntualizzato che quando si parla di “area vasta” per sportelli e sedi operative, significa che gli utenti ed i lavoratori debbono girare di più sul territorio e che la specializzazione è nemica dell’integrazione (di professionalità diverse e di cicli diversi, del territorio) l’esatto contrario di quello che sarebbe necessario. Nella vicenda di S.Benedetto del Querceto ne abbiamo avuto la tragica dimostrazione.
  9. Sul titolo, per carità di patria è meglio stendere un velo pietoso, inoltre non è di grande godimento il fatto che indici di bilancio siano meglio delle altre multiutility, resta una situazione critica sull’indebitamento che porta come corollario, la progressiva privatizzazione dell’azienda (vedi operazione Cassa Depositi e Prestiti FSI, modifiche del patto di sindacato, cessione di parti dell’azienda – HeraAmbiente ecc. )

Nel complesso le controdeduzioni di HERA appaiono debolissime, e diamo per scontato la condivisione delle parti della nostra memoria sulle quali l’azienda non si è esercitata.

Sull’argomento delle GARE, per affrontare le quali “HERA deve diventare grande”, vorremmo osservare che tale opzione non è automatica su tutti i cicli, e che in realtà è proprio la forma di impresa scelta (SPA mista quotata in borsa) a determinarle, una gestione pubblica “in HOUSE” con controllo analogo dei comuni, permetterebbe gli affidamenti diretti come afferma la UE.

Bologna, 3 ottobre 2012
Comitato per l’acqua bene comune Bologna

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