Pubblicato da: ireneangelopulos | dicembre 21, 2011

Imola contro l’accordo tra Ato 5 Hera

COMUNICATO STAMPA

 

A seguito dell’incontro di lunedì 19 dicembre, del Comitato Acqua Pubblica di Imola con l’assessore Mazzini coadiuvato da un funzionario di ATO5 – incontro riguardante la nuova convenzione e gli annunciati aumenti tariffari da parte del gestore HERA – il Comitato acqua Pubblica di Imola, portavoce di quella volontà popolare che il 12/13 giugno ha espresso che l’acqua è un bene pubblico dal quale non è possibile trarre profitti,      

esprime sconcerto nell’apprendere che i Sindaci dei Comuni della Provincia di Bologna,  Circondario di Imola compreso, senza alcun preventivo confronto e coinvolgimento giovedì 22/12/2011 si appresterebbero a rinnovare una convenzione che ci legherebbe per altri 5 anni all’attuale gestore concedendogli la libertà di caricare sulle nostre tariffe la copertura di oneri finanziari per presunti debiti che il gestore avrebbe contratto per assicurare gli investimenti necessari nel servizio idrico, ma che ATO5 non ha ancora verificato se esistano davvero e in che misura. Verifica non necessaria ai tempi della remunerazione fissata al 7% ma indispensabili oggi quando si pretende di sostituire la remunerazione del capitale abrogata dalla vittoria referendaria con oneri finanziari non meglio identificati.
Non è pensabile, né giuridicamente né politicamente, che i Sindaci lascino ad un creditore la facoltà di decidere l’entità della cifra di cui siamo debitori.  Così come non è possibile pensare di reintrodurre surrettiziamente la remunerazione del capitale, dandogli forma diversa ma con lo stesso contenuto, senza tradire la volontà popolare e i deliberati costituzionali.Il Comitato Acqua Pubblica di Imola, in nome e per conto dei cittadini e delle cittadine che hanno contribuito, attivamente o anche solo con il proprio voto, alla vittoria dei quesiti referendari, chiede ai Sindaci, del nostro Circondario e dell’intera Provincia di Bologna, di non sottoscrivere la nuova convenzione 2011/2015 e l’adeguamento tariffario per l’anno 2012  finchè l’ente gestore non dimostrerà, conti economici e stati patrimoniali alla mano, l’esistenza e l’esatto importo dei debiti eventualmente contratti e specificatamente riconducibili alla gestione del SII, di riconoscere conseguente al medesimo gli oneri finanziari solo se indiscutibilmente originati da tali debiti,  e di richiedere che l’ente gestore provveda alla gestione contabile separata per il Settore Idrico Integrato per la tutela e la salvaguardia, anche economica, di questo bene primario garantendo all’ente regolatore il più ampio e libero accesso alla medesima. Segnaliamo inoltre la necessità che la tariffa del Servizio Idrico Integrato osservi una modulazione tale da caricare i costi del servizio su chi consuma di più ed invece salvaguardi il più possibile chi la utilizza oculatamente e nel rispetto del minimo vitale (50 lt pro-capite).

Infine, esprimiamo l’auspicio che i pubblici amministratori in assenza  di un un quadro normativo definito assumano le propri decisioni in oerenza con la lettera e con spirito del risultato referendario.

Comitato Acqua Pubblica di Imola

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