Pubblicato da: rossellavigneri | giugno 14, 2011

“Straordinario successo popolare per l’Acqua Bene Comune, per la Democrazia Partecipata, per la Ripubblicizzazione dei Beni Comuni”

Grazie, grazie di cuore  ad ognuno/a dei/delle 506.790 pari al 66,54% cittadini/e della provincia di Bologna che si sono recati ai seggi per esprimere la propria volontà sul merito dei quesiti referendari.

Di questi 188.857  sono i cittadini/e bolognesi.
Nessun comune del bolognese è stato sotto il quorum del  50% e registriamo punte (ben 16 comuni) sopra il 70%.

La partecipazione dei giovani è stata straordinaria ed ha portato alle urne anche chi le aveva disertate nelle elezioni amministrative/politiche. Le donne sono state ampiamente maggioritarie nella campagna e nel voto. Tutti i referendum hanno avuto un forte successo, ma va segnalato una seppur leggerissima prevalenza del secondo quesito sull’acqua, quello che abolisce “la remunerazione del capitale” dalla tariffa.

I sorrisi che vediamo in giro per la città e nei paesi sono la migliore testimonianza della valenza politica di questa scadenza referendaria e dei suoi risultati. Dove per politica si intende la cura dei beni comuni sul territorio, la cura della democrazia. Chi non credeva al raggiungimento del quorum ha scambiato il silenzio dei media con la realtà, da mesi invece gli attivisti del comitato, e tutti coloro che spontaneamente si erano attivati (e sono stati centinaia),  sapevano di un processo di consapevolezza ampio e maggioritario. Che travalicava gli schieramenti, ma si interessava del concetto più nobile ed essenziale di politica.

Avevamo ragione, ed ora il risultato ottenuto deve essere il motore del cambiamento.

Segnare la fine delle politiche liberiste, che hanno una battuta di arresto, e produrre cambiamenti sia a livello nazionale che sul piano locale, a partire – ora che un governo democratico è tornato anche nel Comune di Bologna – dalla richiesta alla nuova maggioranza di Palazzo D’Accursio di modificare al più presto il proprio Statuto dichiarando l’acqua un bene comune privo di alcuna rilevanza economica.

Sul piano locale, va attivato un ampio percorso partecipato, un percorso democratico che veda protagonisti i consigli comunali, le organizzazioni  sociali,  ma anche i cittadini tutti ed i lavoratori, per disegnare i contorni di un diverso modo di gestire l’acqua ed i beni comuni, per affrontare il tema delle tariffe e di una nuova gestione del servizio. Anche la regione Emilia-Romagna può svolgere un ruolo cruciale insieme alle amministrazioni locali per favorire percorsi di ritorno alla gestione compiutamente pubblica e partecipata.

Quindi, da domani i comitati referendari continueranno ad attivarsi per realizzare sui nostri territori ed a livello nazionale, la volontà dei Sì ai referendum.

Per un modello di sviluppo diverso, compatibile per le persone e per il territorio.

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Comitato Bolognese 2 Sì per l’acqua bene comune

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